Un Passaggio di Generazione (Centro di Gravità Permanente)

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  Omar GALLIANI - Alessandro BUSCI : Un Passaggio di Generazione (Centro di Gravità Permanente) è la mostra con cui s’inaugura la stagione espositiva del MAGA, il nuovo museo della città di Gallarate 

che da qualche tempo ha ampliato i suoi spazi per programmare mostre temporanee poiché l'eccezionale collezione permanente è in continuo accrescimento ed occupa gran parte dell’edificio. E` una doppia personale dedicata alle osservazioni artistiche e alle elaborazione di due protagonisti dell’arte italiana appartenenti a due diverse generazioni, entrambi membri dell’avanguardia. Emergono due poetiche differenti che trovano un punto d’incontro nella qualità della rappresentazione, quel centro di gravità permanente del sottotitolo. Dichiara Flavio Caroli, ideatore e curatore dell’esposizione, che movimento innovatore non significa un contrasto tra le tecniche esecutive, ma una questione di “ magia” e la seduzione di queste opere nasce dalla capacità di trasmettere emozioni e messaggi sebbene siano usati veri e propri linguaggi differenti. Di Galliani (Montecchio Emilia, 1954) sono presenti circa quaranta grandi e grandissime opere realizzate dopo il 1973 accostate a studi, disegni e quaderni di viaggio, che spiegano e verificano la sua ricerca artistica che fa perno sulla classicità fantastica e perenne, il tutto realizzato in punta di matita. Al primo sguardo le figure di Galliani appaiono concrete e riconoscibili mentre si muovono in spazi irrisolti come emergessero dall’oscurità, ma vanno osservate con occhi distaccati dal quotidiano poiché oltrepassano la realtà verso il trascendente: allora si è attratti all'interno del quadro e resi partecipi dei suoi pensieri. La produzione di Busci (Milano 1971) è presentata attraverso una settantina di lavori dai temi ineluttabili di chi proviene da un ambito metropolitano: sono raffinerie, fabbriche, stazioni di servizio, grandi caseggiati, navi cargo e aerei dai colori metallici dell’asfalto, del petrolio e del fuoco, il tutto immerso in nubi fumogene che nascondono il cielo.La sua ricerca è una continua sperimentazione di materiali e di tecniche; a volte corrode i metalli con gli acidi, altre usando degli smalti dai colori accesi su lastra di acciaio Corten che ha la caratteristica di arrugginire senza corrodersi, crea paesaggi industriali, aeroporti e stadi dove l’uomo però è assente. La sua è una pittura essenziale che traduce il paesaggio contemporaneo in frammenti personalizzati interiormente. E’ nota la sua opera che celebra lo stadio di San Siro rappresentato in un paesaggio postindustriale, vagamente postatomico, senza figure, fatto di ruggine, pioggia, silenzio e freddo reso con segni delicati quasi da calligrafo a delineare i bagliori e le luci notturne, metafora del nostro tempo. Michela Sala  

 

Notizie utili OMAR GALLIANI-ALESSANDRO BUSCI Un Passaggio di Generazione (centro di gravità permanente) MAGA – Gallarate (VA) Via De Magri 1 Fino al 3 marzo 2013